Gli alberghi e il turismo digitale…

Di questi tempi dove è il prezzo a fare la destinazione, e non la competenza dei consulenti di viaggio, ovvero dove prima sul web si cerca dove si può arrivare, con due euro e una low cost, e poi si scelgono dei comodi bed and breakfast in centro città dando vita all’ennesimo turismo quale quello del “city-break“; uno studio Eurostat afferma che l’89% delle aziende che operano nel settore del turismo alberghiero è dotato di un sito internet o di una homepage, contro una media del 61% negli altri settori.

Il settore alberghiero, che si promuove con la pubblicità mass market nelle metropolitane o attraverso i media e che risulta pure in ritardo nell’adozione delle tecnologie avanzate, infatti solo il 51% degli alberghi europei è dotato di connessione broadband, è il settore col maggiore livello di accesso a internet.

I dati dello studio dimostrano esplicitamente che il settore alberghiero ha sfruttato i vantaggi offerti dall’ICT nella gestione del rapporto con la clientela come richiamavo nel mio intervento sul blog “Quanti marketing”, riuscendo a valorizzare la presenza sul web, come dimostra il fatto che la percentuale di alberghi europei che ha ricevuto ordini su internet è del 39%, contro il 18% delle aziende operanti in altri settori dell’economia.

Non da meno è importante sapere che molte prenotazioni realizzate in maniera tradizionale, via telefono o via fax, sono basate sulla precedente ricerca di informazioni online mentre i maggiori fruitori dei servizi alberghieri online sono i giovani che abbiamo riscontrato nel precedente intervento sul blog “”Y” come youth la Game Boy Generation”.

Pesa seppur con il grande successo riscontrato in termini di prenotazioni e acquisti sul mondo alberghiero, qui in Italia maggiormente per la solita logica lentezza e/o refrattarietà all’innovazione, la mancanza di integrazione dei diversi processi relativi a fatturazione, prenotazione, gestione delle forniture nonché l’uso sporadico del CRM richiamato in un mio precedente intervento sul blog.

Che scrivere? Gli agenti di viaggio sono penalizzati? Non direi. Gli agenti di viaggio possono combattere questo fenomeno o devono vendere la loro clientela a Expedia? Mah… Io credo che se analizziamo il fatto che mediamente gli agenti di viaggio servono il 20% del turismo italiano in movimento pensare di attaccare/invadere il mercato di quell’80% che non si serve delle agenzie di viaggio non sia un azzardo. Gli agenti di viaggio possono mettere online le loro competenze.

About Alex Kornfeind

Over 15 years of online strategy, web communication specialist and expert in eBusiness management. Speaker at numerous conferences in Italy and abroad has pioneered the evolutionary IT industry working closely with suppliers in the implementation processes of new IT business models in Italy. Editor and freelance journalist since 1985, IT consultant for companies and organizations. 1998 Former Pacific Asia Travel Association Italy Chapter President and Europe Steering Committee's Member. 1999,2000/01, invited as Visionary Leader at the EyeForTravel Conferences (US&EU) as panelist speaker. 2003, Awarded with the "Piazza Mercanti" by the President of Confcommercio Mr. Carlo Sangalli. 2005, SMAU Advisory Board's member. 2010, Winner of the "Multichannel Communication Strategies" contest organized by the Politecnico Milan with the client Dutch Tourist Office Italy. Lecturer at MIB School of Management of Trieste for the International Master in Tourism & Leisure. IFITT’s Italy Chapter member. Master eBusiness Management by the Politecnico Milan.

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